body enemy (body in cage)

Dopo un anno di astinenza fotografica, passato a fotografare quasi esclusivamente nel mio appartamento,
camera, o meglio cella, i cieli di via Montegani dalla finestra e l’intimità della mia prigione, ho deciso
finalmente di lavorare a un nuovo progetto.
Fare mio questo corpo nemico, scoprirlo nella sua fragilità tentando di spiegare, per lo meno visivamente,
cosa significhi essere disabile, o tagliata a metà come mi piace definirmi: dopo un ictus mi sono ritrovata
con il lato sinistro del corpo paralizzato.

Ho passato un anno tra riabilitazione e convalescenza, mi sento ormai pronta, credo, ad esplorare questo particolare stato, sia fisico che d’animo.

I miei cieli dalla mia prigione:20161002059agnesweber20160924043agnesweber20170105462agnesweber20170103399agnesweber20161230397agnesweber20161229402agnesweber20161225374agnesweber20161129179agnesweber20161018116agnesweber20161011107agnesweber20161009100agnesweber20161003067agnesweber