About homeless diary

Homeless diary doveva  essere un diario di viaggio, una bellissima raccolta di cartoline. Mi sono licenziata a luglio e a fine settembre lasciavo il mio appartamento a Milano per girare un po’ il mondo, iniziando dalla mitica Transiberiana passando dalla Mongolia fino ad arrivare in Cina. Ed era solo l’inizio. Un sogno bellissimo, una nuova partenza.

Il 23 agosto festeggiavo il mio ultimo giorno di lavoro, il 26 ho avuto un Ictus, diagnosticato purtroppo solo dopo 5 giorni, quando si sono manifestati i primi sintomi di paralisi della mano sinistra. E da lì è iniziato un altro tipo di viaggio on the road to hell, un viaggio all’inferno. Sopravvissuta, con la metà sinistra del corpo paralizzata.

Ora non sono più la metà della metà della donna che ero prima, dopo 3 mesi in ospedale non cammino ancora. Uscirò da qui senza ne lavoro ne casa e  nell’incapacità fisica di portare a termine il mio progetto…

Così ho deciso di raccontare un po’ di questa mia nuova vita dopo l’ictus. I sogni frantumati e la speranza, un giorno, di poter tornare a vivere. Perché si sa, la speranza è l’ultima a morire.

My bed for a while(room35)
My bed for a while(self-portrait, room35)
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